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Bellezze italiane | Immersi nella natura pugliese tra Lago Pescara, Bosco Cerasa e Monte Cornacchia

febbraio 13, 2017

Non so voi, ma noi ne sentiamo proprio il bisogno, ogni tanto, di rifugiarci nella natura. Ci sono dei risvegli in cui ti senti pieno di vita e la forza in te (ma soprattutto la voglia di fare!) nasce solo dal desiderio di andare ad esplorare luoghi sperduti, immersi nella natura incontaminata, a tu per tu con Madre Natura.

Ed è andata proprio così una domenica di primavera dello scorso anno. Ci troviamo in Puglia (la nostra amata Puglia aggiungerei!), precisamente a Biccari, anzi poco poco più su.

Ad 8 km dalla città, infatti, ci si ritrova subito immersi nella meraviglia di un parco naturalistico che comprende il Lago Pescara, il Monte Cornacchia ed il Bosco Cerasa.

8 km di una stradina spesso e volentieri sterrata, malconcia ed in salita. Passiamo in mezzo ai campi coltivati e a dei cavalli meravigliosi, e 50 buche più in su arriviamo a destinazione.

Il silenzio!

Stupendo già qui. Non un clacson, non una persona che urla, non un cellulare che squilla. Solo noi ed il silenzio della natura.

Appena arrivati la vista toglie già il fiato. Era marzo, nel bel mezzo della primavera, una giornata di sole splendente ed un cielo azzurro che rendeva la scena di fronte ai nostri occhi un dipinto ad olio vivente. Bellissimo e potente. Vi chiederete, perché potente? Bè, ha saputo farci rimanere in silenzio, senza dover cercare il Wi-Fi, senza dover rispondere a nessuna chiamata, senza dover preoccuparci di condividere ciò che stavamo vedendo. Ci ha fatti star lì, fermi, a contemplare cosa è in grado di creare la natura (c’è da dire che un pò aiuta anche la presenza praticamente inesistente di rete telefonica.. ma per noi non è stato solo questo).

Decidiamo di incamminarci lungo il percorso che si addentra nel Bosco Cerasa. Una camminata di circa venti minuti immersi tra Cerri, Aceri campestri, Noccioli ed il Carpino bianco. Una tavolozza di sfumature verdi si avvolgeva tutta intorno a noi, che quasi disturbavamo un quadro già perfetto.

Ma se tutto fino a qui ci aveva già stregati, è proprio arrivando in cima che le parole sono diventate davvero superflue. Libertà!

Il verde dei prati infiniti del Monte Sidone, l’azzurro acceso del cielo sopra di noi ed il bianco delle pietre che qua e là interrompevano il manto erboso, e poi.. questa vista.

La provincia di Foggia tutta sotto di noi, così piccola da far sentire noi i giganti. Ma di gigante qui c’è solo la bellezza delle cose semplici. Un susseguirsi di sorrisi, di corse nei prati, di spensieratezza.

Tornare indietro negli anni e rivederci, da piccoli, giocare su quell’erba, tra capriole e “Mamma le pecoreee!”. Meraviglioso gioire di piccole cose che sono allo stesso tempo così grandi rispetto a noi.

Una boccata d’aria (super) fresca, a più di mille metri d’altezza. Assaporare l’infinito e toccarlo veramente con un dito. Non serviva veramente dire niente, ci è bastato rimanere in silenzio a goderci il momento. E dopo qualche foto, e l’aver puntato il dito su ogni paesino della provincia foggiana (il mio Piero Angela mi ha fatto una lezioncina di geografia), ci siamo incamminati di nuovo a valle.

Troppo spesso nella frenesia di una vita veloce come quella dei nostri anni, dimentichiamo i luoghi d’infanzia ed i giorni in cui ci bastava veramente un prato verde su cui poter sporcare i pantaloni (nuovi e rigorosamente bianchi!). A noi questa gitarella fuori porta ci ha regalato qualche attimo di vita in più, e sembrerà esagerato ma è così.

Ormai siamo troppo legati ai telefoni, al Wi-Fi, all’essere sempre all’ultima moda. Ci dimentichiamo troppo spesso che le cose più semplici sono quelle che ci hanno, invece, resi sempre felici e continuerà ad essere così.

O almeno fino a quando non distruggeremo quanto di bello Madre Natura ha da offrirci, conviene approfittarne nel frattempo.. non pensate?

Informazioni utili:
  • 7 i diversi percorsi che collegano queste tre meraviglie: il Lago Pescara, il Bosco Cerasa ed il Monte Cornacchia, definito il tetto della Puglia in quanto punto più alto del tacco d’Italia.
  • Il parco naturalistico è attrezzato con aeree in cui è possibile sostare per un piacevole pic-nic immersi nella natura.
  • Decisamente necessarie le scarpe comode.
  • Periodo consigliato? Primavera ed Estate, mesi in cui fa un pò più caldo (tira abbastanza vento lassù! Siamo sempre a più di 1000 metri di altezza) ma soprattutto le giornate sono limpide ed i colori mozzafiato!
  • Come accennato al punto precedente, portatevi sempre una giacchetta o un foulard!
  • Appassionati di fotografia, tirate fuori le vostre armi! I panorami ma anche i close-up su alberi ed animali sono veramente niente male.

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