Città del Messico | messico

Messico zaino in spalla, #daytwo a Città del Messico | Mexico roadtrip, Mexico City

marzo 21, 2017

E’ un buongiorno un pò nuvoloso qui a città del Messico, ma è ancora davvero presto. La sveglia è puntata alle 8, doccia, ricca colazione in ostello e via alla scoperta  di questa città.

Come già vi abbiamo raccontato, l’ostello si trova in una posizione davvero ottima, basta uscire e percorrere circa 500 metri per trovarsi subito davanti alla Cattedrale di Città del Messico.

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Maestosa nei suoi 110 metri di altezza e 55 di larghezza, è stata uno dei soggetti preferiti delle nostre foto a Città del Messico. Stupenda a tutte le ore, sia di notte che di giorno, la cattedrale metropolitana è ripartita in 5 navate e 16 cappelle esterne.

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Di lì allo Zòcalo il passo è brevissimo. Ad accoglierci gruppi festosi di ballerini travestiti da indigeni, moltissima gente ed altri indigeni autentici che praticavano riti di purificazione con fumate di incenso al suono di conchiglie giganti.

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Proprio accanto a piazza della Costituzione, conosciuta appunto come lo Zòcalo, la stazione metro a noi più vicina. Prima fermata: stazione degli autobus ADO, non avendo potuto comprare i biglietti online ci siamo dovuti infatti recare direttamente allo sportello. Il nostro viaggio è un road trip del Messico e, cambiando la bellezza di sette città, sfrutteremo gli autobus notturni per spostarci in lunghezze della durata di 7, 12 e 16 ore. Presi i biglietti, ci siamo ributtati nel caos della metro messicana, in direzione del Mercado de San Juan.

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Che dire? Noi ci abbiamo lasciato il cuore, è una di quelle cose che più ci tenevamo a vedere qui in Messico, perchè i mercati rappresentao la vera essenza del popolo messicano. Trasudano gli odori, i colori, la naturalezza e la semplicità. La parola d’ordine del Mercado de San Juan, poi, è cibo, e se avete un pò imparato a conoscerci, dovreste sapere quanto potessimo esserne contenti.

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Gironzoliamo un pò tra le varie bancarelle e ci fermiamo a quella che più ci stuzzica l’acquolina. La particolarità è che tutto viene cucinato di fronte a voi, i profumi si sprigionano nell’aria, e ci sembra di essere nella cucina di casa, in famiglia.

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Un litro e mezzo di agua di papaya e due maxi tortillas, una alla bistec (praticamente la nostra bistecca ma ancor più succulenta) ed una alla costilla, entrambe con formaggio, crema di fagioli, patate e pale di fico d’india bollite, per soli 140 pesos messicani (circa 7 euro). Pancia piena e pure il portafoglio, ottimo! Ripartiamo alla volta del Mercado de Artesianes.

Questa volta bisogna camminare un pò di più per raggiungere il mercato, ma la strada è davvero piacevole. Passiamo lungo un marciapiede pieno zeppo di bancarelle di ogni genere, vendono libri, prodotti locali e bigiotteria. Noi ci stupiamo di come qui, solo di questo, possano veramente vivere intere famiglie.

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500 metri più avanti, sulla sinistra, notiamo una galleria d’arte: siamo al Centro de la Imagen, e indovinate? Entrare è gratis! Organizzata in modo impeccabile, il lungo corridoio centrale ci porta a scroprire stanza dopo stanza opere originali (alle volte anche molto molto esplicite, in contrasto con le facce serie ed impassibili delle guardie della galleria), dall’arte moderna a quella commemorativa.

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La struttura nasce in una vecchia fabbrica di tabacco e ha come scopo quello di collezionare opere che preservino la cultura della fotografia. Due piani e due bellissimi giardini in cui ammirare in silenzio le varie opere e prendersi tutto il tempo necessario, c’eravamo solo noi, il sole ed un venticello fresco. Una tranquillità ritrovata, che spesso ci sfugge nella frenesia della nostra vita in Inghilterra.

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Ci rimettiamo in cammino verso il Mercado de Artesianas, ed eccolo lì, alle spalle di un grandissimo giardino con una zampillante fontana al centro. Al contrario del Mercado de San Juan, il Mercado de Artesianas è incentrato, come suggerisce il nome stesso, sull’artigianato.

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Ci ha stregati! Sembravamo due bimbi nel paese dei balocchi, noi il Messico ce lo immaginavamo proprio così. Una macedonia colorata di quadri, vestiti tipici, sciarpe, collane. Gli stessi palazzi sono azzurri, gialli e rossi, e più che un mercato sembra un piccolo borgo. Noi, nemmeno a due negozietti dall’entrata, ci siamo dovuti fermare e comprare qualcosa, traspare in tutti questi oggettini esposti la bontà e soprattutto l’umiltà di un popolo semplice che è proprio quello messicano.

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Tornati in piazza Zòcalo, ci siamo avventurati lungo la via adiacente al Palazzo Nazionale (che purtroppo non siamo riusciti a visitare per la troppa fila, ve lo consigliamo tantissimo e saremo anche giusto un pò invidiosi se riuscirete a vederlo!) ed è stato interessantissimo visitare il Museo Nazionale di Cultura, dallo slogan cultivamos un mundo diverso, in cui viene ripercorsa, per l’appunto, la cultura di varie parti del mondo dal passato ad oggi.

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Murales, baracchini di cibo fumante, venditori ambulanti che urlano velocissimi (che manco Moreno nei suoi dissing), musicisti, le strade intorno a Palazzo Nazionale e allo Zòcalo la domenica offrono il loro meglio.

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Due cattedrali più tardi, eravamo di nuovo nella piazza centrale per goderci finalmente la Feria Consume Local. Parola d’ordine? CIBO! Che ve lo diciamo a fare, fortunati abbastanza da visitare Città del Messico proprio in questo giorno, ci siamo fiondati tra le bancarelle ed abbiamo assaggiato tantissimi piatti locali.

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Moltissime persone, musica dal vivo e gruppi danzanti, è subito aria di festa. Il gelato qui lo fanno artigianalmente, in piccole botti di legno che contengono ghiaccio. Poi ci sono i succhi a base di frutta, i dolci al cioccolato e le tortillas, tortillas ovunque! Un fortissimo odore di mais cotto pervade il capannone, è decisamente il profumo che più ricorderemo di questa vacanza.

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Pance pienissime per la seconda volta, noi ce ne torniamo in ostello e ricarichiamo le pile per l’ultimo giorno a Città del Messico, siete pronti?


Vi siete persi il nostro #dayone a Citta del Messico? Correte a leggerlo 🙂

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