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Messico on the road | Oaxaca: Arbol del Tule, Mitla, Teotitlan del Valle, Hierve el Agua e distilleria artigianale di Mezcal

marzo 30, 2017

Immaginatevi un paese fatto di case e negozi coloratissimi che si risveglia alla luce di un alba tinta di giallo, arancione e rosso. Siamo ad Oaxaca! 7 ore di pullman e neanche dieci minuti di taxi, ed eccoci all’Hotel Nacional, in pieno centro.

Sono circa le 7 e trenta del mattino, la nostra stanza è già pronta e noi ne abbiamo approfittato subito. Scattiamo qualche foto, testiamo il letto e, dopo una bella doccia rigenerante, siamo già nelle strade ancora addormentate di Oaxaca. Di fronte al nostro hotel, il Mercado 20 de Noviembre, e ormai lo dovreste sapere bene che noi ed i mercati messicani siamo una cosa sola.

Come già vi abbiamo raccontato per Mercado San Juan e Mercado de Artesienes a Città del Messico, anche Mercado 20 de Novembre ha la sua specialità: il pane e la chocolates con pan. Potevamo forse non assaggiare? Eccoci allora seduti ad un tavolo giallo, con il sottofondo di una chitarra, una chocolates de agua con pan (doppio) per me e una quesadilla queso e chorizo per lui.

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A pancia piena, curiosiamo ancora un pò le vie di questa città coloratissima tra bancarelle, autobus color pastello ed auto d’epoca. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, negli anni ’50 e ci piace tantissimo! Si fanno presto le 10, e facciamo ritorno al nostro hotel dove ci verrà a prendere la nostra guida per la giornata. Il tour lo abbiamo scelto e prenotato già da casa (attraverso il sito web oaxacatours.mx), e ci sembrava uno dei più completi per riuscire a vedere la maggior quantità di cose (soprattutto cose belle ed autentiche) in una sola giornata. Costo totale intorno ai 500 pesos (circa 24 euro), dalle 10 del mattino alle 18 circa della sera, con una bottiglietta di acqua offerta.

Arbol del Tule

Una dozzina di persone di diverse originalità, in un mini-van bianco con una guida un pò chiassosa ma simpatica. Si parte in direzione Santa Maria del Tule, dove oltre all’omonima chiesetta si trova l’arbusto più esteso del mondo.

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Un turbinio di rami che si intrecciano per poi riversarsi verso terra in chiome di un verde splendente. E’ immenso! Ci vorrebbero forse una quarantina di noi per poterlo abbracciare tutto. Il gigantesco albero sabino è infatti alto 40 metri, ha un diametro di 52.58 metri, un peso di 509 tonnellate e vanta approssimativamente 2000 anni di vita. Si tratta quindi di un albero relativamente giovane, primo tuttavia nel mondo per la sua grandezza.

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Teotitlan del Valle

Forse la parte della giornata che più ci ha colpito, perchè siamo stati catapultati in una realtà artigianale a conduzione familiare davvero unica che ci ha fatto ricordare tutto ciò che sta dietro alla lavorazione della lana.

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A Teotitlan del Valle scoprirete con i vostri occhi come si ottengono le diverse sfumature colorate della lana grazie ai prodotti che Madre Natura ci offre ogni giorno, il titolare dell’impresa familiare (che esporta però su larga scala, anche in Europa!) è infatti un artigiano davvero appassionato che vi saprà affascinare con la sua semplicità. O almeno per noi è stato così! La parte femminile di Coppiavventura ha un vero e proprio debole per tutto ciò che è colorato e soprattutto per le varie gradazioni che si possono ottenere da unico colore, figuratevi a vedermeli tutti lì in ordine e poterne scoprire l’origine.

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Semi, erbe, fiori, pale di fico e persino piccole coccinelle. Questo è quello che viene utilizzato per produrre i coloratissimi tappeti, gli abiti e le sciarpe di questa azienda. Stupendo scoprire la conoscenza accurata della materia prima che viene utilizzata e come venga poi lavorata attraverso telai domestici, da persone che lo fanno da una vita intera.

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Mitla

Non potevamo non visitare il sito precolombiano di Oaxaca: le rovine di Mitla. A posteriori, avendo visto anche le rovine di Palenque e quelle di Cobà, il confronto è davvero impari. La nostra guida, tuttavia, ci ha spiegato come il sito di Mitla sia l’unico originale all’80% in Messico e questo aggiunge valore alle poche rovine rimaste. Vi basti pensare, infatti, che le “vicine” rovine di Palenque sono originali solo al 20%, la maggior parte delle strutture che vedete sono quindi state restaurate, ed il sito di Chichen Itza (settima nuova meraviglia del Mondo) è stato addirittura ri-costruito da zero, di originale non ha quindi  più nulla.

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Il nome Mitla deriva dalla lingua Nahuatl, precisamente dalla parola Mictlán, che rappresenta il luogo dei morti, l’oltretomba. Lo stesso nome in lingua zapoteca è Lyobaa, che significa luogo di riposo. Proprio per questo e per il ritrovamento all’interno del sito di numerosissime catacombe, si pensa che Mitla rappresentasse il centro religioso più importante della zona in tempo precolombiano, lasciando invece a Monte Alban (che purtroppo noi non siamo riusciti a visitare) l’accezione di centro politico più importante.

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Un’altra particolarità del sito archeologico di Mitla è il fatto che, sebbene si trovi su una faglia, sia comunque resistito agli innumerevoli terremoti avvenuti nella zona nel corso degli anni. Questo è dovuto alla modalità di costruzione dei singoli abitacoli: i mattoncini di pietra di diverse grandezze venivano apposti l’uno sull’altro in modo sfalsato e senza l’uso di malta (la guida per dimostrarcelo ha inserito e strisciato una banconota tra i mattoncini), rendendo impossibile la caduta della struttura in caso di scosse sismiche.

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Hierve El Agua

Dopo una ricca pausa pranzo in uno dei ristoranti locali, ci siamo rimessi in carreggiata alla volta della riserva naturale di Hierve el Agua.

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Hierve el Agua è un luogo davvero suggestivo, qualcosa di mai visto prima e completamente immerso nella natura. Una volta arrivati sul posto, grazie ad una guida locale, ci siamo spinti in una camminata che porta proprio al di sotto di queste cascate fossili, alte circa 30 metri. Si scende lungo un percorso ripido e roccioso, ma la vista alla fine merita tutta la fatica (soprattutto quella fatta per poi risalire!).

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Proprio per la ricchezza di minerali, queste acque hanno gli stessi benefici delle acque termali ma attenzione attenzione! Sono chiamate acque bollenti, dalla traduzione di Hierve el Agua, non perchè siano calde ma per il fatto che alla fonte l’acqua esca con un rapido flusso, formando quindi delle bolle.

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Noi ci abbiamo provato, i piedini li abbiamo infilati, ma era freddissima! Sarà stata  l’altitudine o il cielo nuvoloso, ma noi il bagno non siamo riusciti a farcelo. Altre persone però erano bellamente in ammollo, a godersi il panorama mozzafiato.

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Distilleria artigianale di Mezcal

Come non finire meglio la giornata? Di ritorno verso Oaxaca, ci siamo fermati in una distilleria artigianale di Mezcal.

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Spesso scambiata per Tequila, a causa della similitudine delle due piante da cui originano, il Mezcal ha una diversa storia ma soprattutto un gusto totalmente diverso da quello della Tequila. In questa distilleria di conduzione familiare, viene tutto prodotto in modo artigianale, dalla coltivazione del Mezcal, alla preparazione, fino all’imbottigliamento.

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E’ stato interessante vedere il processo di preparazione attraverso gli elementi fondamentali dello stesso: la grande fossa nella quale il Mezcal viene fatto cuocere, la fase di estrazione dei succhi e quindi del Mezcal e la distillazione vera e propria, che viene fatta due volte per eliminare il prodotto dannoso della prima.

Per concludere alla grande, ci sono stati fatti assaggiare diversi tipi di Mezcal, giovani ed invecchiati, da quelli al sapore naturale alle creme a base di frutta e cioccolato.


**Top secret information included**

La sequenza giusta per bere il Mezcal è la seguente: munirsi di una fetta di arancia (e non limone!) e di sale (a noi ne è stato offerto uno rosso, davvero buono), intingere l’arancia nel sale, bere il Mezcal e succhiare poi l’arancia. Enjoy!

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Il centro di Oaxaca in festa

Di ritorno, abbiamo notato in centro un bellissimo via vai e abbiamo deciso di rimanere ancora un pò fuori e goderci quest’aria di festa. Bancarelle di cibo in ogni via, fino allo Zòcalo, la piazza centrale. Musica e tantissima gente, abbiamo anche assistito ad una chiassosa serenata.

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Ci siamo fatti un bel giro a piedi e dopo esserci anche riempiti lo stomaco con i buonissimi prodotti locali, siamo tornati all’hotel per ricaricare le pile! A domani, Oaxaca.


Vi siete persi i giorni precedenti a Città del Messico? Correte a leggere il nostro itinerario di viaggio, con i link agli articoli dei singoli giorni 🙂

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