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Messico on the road | Palenque: escursione e tuffi nella cascata nascosta di Roberto Barrios, scimmie urlatrici e dove mangiare in centro

aprile 4, 2017

Sono circa le 7 del mattino e al nostro risveglio, dai finestrini del nostro pullman ADO, i colori accesi di un’alba stupenda cominciano ad illuminare la strada. Di lì a poco saremo arrivati alla prossima tappa del nostro viaggio on the road: buongiorno Palenque!

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Spacchettiamo gli zaini dalle cover da viaggio e siamo pronti ad iniziare un’altra giornata di pura avventura. Per Palenque, da casa, non abbiamo prenotato nulla. Arrivando, infatti, dopo le 8 del mattino non avremo fatto in tempo a partecipare a nessun tour  trovato online. Poco male! Avevamo letto su internet che, una volta usciti dalla stazione ADO, avremo trovato sicuramente qualche tour operator pronto a segnalarci l’offerta del giorno. E così è stato! Per nostra fortuna abbiamo incontrato Synthia.

L'”ufficio” di Synthia si trova proprio di fronte alla stazione degli autobus, ancor prima di attraversare la rotonda principale, dove troverete poi tantissime altre agenzie che si occupano di tour nel territorio di Palenque. Quello che ci ha colpito di lei è stato il fatto che non si sia sbracciata per attirarci, non abbia urlato a voce alta le sue offerte né tantomeno si sia alzata per venirci incontro e provare a convincerci ad acquistare un suo pacchetto, a dispetto degli altri rivenditori. Sì perchè, il Messico è bellissimo e la gente del posto comincia a capire sempre più il tesoro che ha tra le mani. Pensate, quindi, che la maggior parte delle volte, è la stessa gente del posto che si trasforma in tour operator, non avendo la benché minima idea di quali e cosa siano le strategie di marketing efficaci ed efficienti per attirare il cliente. Ciò che troverete, spesso e volentieri, sarà un gruppo chiassoso di persone che si limiteranno semplicemente a sbandierare cosa hanno da offrirvi, fino ad avervi attratti dalla loro parte per sfinimento.

Synthia, invece, l’abbiamo scelta noi (e siamo sicuri che dovreste farlo anche voi!). Come vi dicevamo, appena usciti dalla stazione, ci siamo diretti verso questo baracchino che recita “Informazioni e tour per turisti”. Dall’altra parte una ragazza giovane e sorridente, che in modo disinteressato ci ha mostrato una mappa di Palenque, segnalando tutti i punti di interesse ed anche la strada da fare per arrivare al nostro Hotel. Incuriositi dal suo modo di fare, abbiamo chiesto anche se lei organizzasse tour e, dieci minuti dopo, ci eravamo già prenotati per una escursione alla Cascada de Roberto Barrios (da mezzogiorno alle sei e mezza circa della sera, per 170 pesos – 7 euro – a persona).

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La salutiamo e ci dirigiamo verso il nostro hotel, che, dopo aver sbagliato strada tre volte (assurdo, considerando che le vie principali salendo verso il centro città sono solo tre!) abbiamo raggiunto sotto il sole cocente. Finalmente mettiamo il costume! A Palenque il caldo è davvero afoso e le temperature si sono notevolmente alzate rispetto alle precedenti città in cui siamo stati. Cappellino, spray anti zanzare, crema solare e bottiglietta d’acqua sono i must-have: ci siamo, scendiamo in reception ed aspettiamo la guida.

Cascada de Roberto Barrios

A mezzogiorno in punto, il classico mini-van bianco ci viene a prendere e conosciamo il resto del gruppo con cui passeremo il pomeriggio: alcune ragazze messicane, un americano ed un inglese (e no, non è l’inizio di una barzelletta!). Siamo arrivati sul posto senza sapere bene cosa aspettarci, ma sono bastati pochi metri immersi nella foresta incontaminata per apprezzare la meraviglia che avevamo la fortuna di vedere.

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Questo luogo, ancora non troppo conosciuto e trafficato dai turisti, è una vera e propria oasi naturale, in cui gli unici rumori sono lo scrosciare dell’acqua e i versi degli animali che abitano la vasta area di foresta verde che si trova tutt’attorno. Dopo circa mezz’ora, dedicata all’avanscoperta del luogo e alla spiegazione della nostra guida, noi siamo già in costume pronti a buttarci. La zona si divide in tre cascate principali, i cui bacini sono balneabili, raggiungibili attraverso percorsi all’interno della foresta, tra rami, fango e simpatiche formichine rosse a cui piacerà davvero tanto morsicarvi (non immaginate la mia scenata, manco fosse stata una tarantola).

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Ad accompagnarci dalla prima cascata in poi, una guida indigena sordomuta che ha reso questo posto il nostro parco divertimenti privato! Le ragazze messicane ci hanno infatti abbandonato alla prima cascata, rimanevamo solo noi quattro e, se fosse davvero l’inizio di una barzelletta, reciterebbe più o meno così: due italiani, un inglese e un americano si tuffano da una cascata, chi sopravvive?

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A parte gli scherzi (siamo ancora tutti vivi), avete capito benissimo ragazzi, ci siamo letteralmente lanciati, “a bordo” di bottiglie di plastica (che abbiamo professionalmente posizionato sotto il nostro sedere), lungo il decorso di una cascata. Che ve lo diciamo a fare? E’ stata in assoluto una delle esperienze più belle e folli della nostra vita. Gettarsi in un bacino d’acqua completamente immerso nella foresta, in acqua cristallina, buttandosi da una cascata, per poi risalirla a piedi nudi, grazie alla porosità della roccia di questo luogo che consente di non scivolare. Semplicemente wow!

Dopo circa dieci scivolate, altrettanti tuffi, una nuotata e l’immersione in una caverna subacquea, la nostra guida ci ha portati ad una seconda cascata, le cui rocce assumono le sembianze di un volto. Qui ci siamo goduti il massaggio dell’acqua scrosciante sulla nostra schiena e ci siamo addentrati in un’altra piccola caverna all’interno della cascata. Facendo il nostro ritorno al punto iniziale del percorso, poi, siamo stati così fortunati da vedere (ma soprattutto sentire, povere orecchie) una scimmia urlatrice. E’ inverosimile come, da una scimmietta così piccola, possa provenire un suono così profondo e davvero davvero forte.

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A fine escursione è usanza dare una piccola mancia alla guida, che per altro lo merita davvero, e noi abbiamo anche comprato della frutta fresca e già sbucciata e delle enchiladas dalla sua famiglia, tutti sorridenti e felici per il poco che gli abbiamo permesso di guadagnare.

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E’ stata una giornata che ci ha arricchito il cuore in maniera impressionante. La fortuna di trovare degli avventurieri come noi, condividere risate sincere, condividere pensieri ed opinioni, mettersi in gioco e godere di cose vere, in un luogo come questo che pensavamo di poter vedere solamente in un documentario alla televisione. Sedersi a monte di una cascata, guardare l’oasi verde che ti circonda, ascoltare il suono degli uccelli e le risate felici delle pochissime persone intorno a noi, crediamo sia questa la vera essenza di un viaggio.

Cena a Cafè Jade

Tornati in città, siamo affamatissimi! Prima di cena, però, decidiamo di tornare dalla nostra amica Synthia e prenotare un altro tour per il secondo giorno a Palenque. Non lontano sia dalla stazione che dal centro, la nostra destinazione: Cafè Jade. Tutto in questa città rimanda alla natura e al mondo Maya, è un assetto totalmente diverso da quello visto precedentemente a Città del Messico ed ad Oaxaca, ma ci piace molto. In linea con questa atmosfera naturale e un pò primitiva, anche Cafè Jade: un tavolino all’aria aperta, a lume di candela e di fronte ad una bella fontana illuminata.

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Cafè Jade è un ristorante e cocktail bar davvero bello, la particolarità? Poter ordinare tisane e the davvero particolari (rilassanti, energizzanti, alle erbe, alla frutta), ma in versione fredda! Da mangiare abbiamo voluto assaggiare ancora una volta piatti tipici come i tacos, le empanadas e la bistec. Eravamo talmente pieni che non c’è stato nemmeno spazio per il dolce, quindi paghiamo e ci facciamo una bella camminata tra le vie del centro di Palenque.

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Il centro è nel bel mezzo della sua movida, e anche qui si trovano i baracchini che vendono cibi e indumenti, tuttavia sono molti meno di quelli nelle strade di Oaxaca. Palenque sembra essere un pò più turistica e civilizzata, sono infatti molte di più le banche, i supermercati e i negozi commerciali rispetto a quelli un pò più caserecci di Oaxaca. Ci compriamo una scorta di bottigliette d’acqua da Oxxo, il supermercato che più vedrete in Messico, e facciamo ritorno in hotel.

Al risveglio ci aspettano il sito archeologico maya di Palenque, Agua Azul e la cascata Misol-Ha!


Vi siete persi i giorni precedenti del nostro on the road di due settimane in Messico? Correte a leggere il nostro itinerario di viaggio, con i link agli articoli dei singoli giorni 🙂

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