L’alba dorata e la scoperta della cultura locale

La sveglia suona alle 5 del mattino. Fuori, una leggera foschia avvolge il paesaggio, mentre ci prepariamo per uno dei rituali più significativi della nostra avventura in Thailandia: l’offerta ai monaci. Seduti in ginocchio, i cesti colmi di cibo davanti a noi, osserviamo i monaci avvicinarsi, scalzi e avvolti nei loro safrani abiti, per raccogliere le nostre offerte. La cerimonia è seguita da una benedizione in sanscrito che riempie l’aria di spiritualità e pace. Sembra quasi che cantino. Scopriamo che i monaci si nutrono esclusivamente di quanto ricevuto, senza altra cena se non i resti del pranzo. Qui in Thailandia i monaci non percepiscono stipendio ma vivono solo con quello che gli viene donato. Spesso camminano per chilometri, fermandosi a dormire dove capita, protetti solo da un ombrello che con dei teli diventa una sorta di tenda.

Ascoltare il sanscrito alle luci dell’alba, vicino ad un monastero con i monaci buddisti crea una sensazione particolare. Ci si sente quasi più legati ad un mondo che non comprendiamo ma che é affascinante e mistico. Un mondo dove non conta obbedire ad un Dio e ad una scrittura tramandata e modificata nei tempi ma la cosa che conta di più e che é più importante é trovare la pace e la felicità in sé stessi. Non una religione, ma una filosofia di vita.

Dopo l’offerta, rientriamo in hotel per una veloce colazione, pronti a esplorare una scuola elementare locale in bicicletta. La scuola non è esattamente come quelle a cui siamo abituati: i bambini, con i loro sorrisi contagiosi, si prendono cura delle loro aule, pulendo ogni giorno. Sono organizzati in gruppi e a turno puliscono l’aula sia all’arrivo che all’uscita. Quando arrivano in classe possono salutare gli insegnanti con modalità creative, come mostra un cartello divertente all’ingresso.

I bambini battono con la mano sulla modalità che preferiscono, ad esempio può essere un inchino o anche un abbraccio, a scegliere é il bambino in base a cosa ha bisogno in quel momento.

Le foto ritraggono scene di una scuola vivace e piena di vita, dove l’educazione e la gioia di vivere vanno di pari passo. Questi bambini hanno così poco eppure sono così socievoli, gioiosi e svegli! Questo ci fa davvero pensare a quanto siamo fortunati. Ripetendo quello che  ci diciamo spesso io e Cecilia: “Siamo solo nati dalla parte fortunata del globo!”

Proseguiamo poi verso il Parco Storico di Sukhothai, un’oasi di serenità e storia. Pedalare sotto il sole cocente si rivela una sfida maggiore del previsto. La mia bici sembrava impossibile da guidare! Vedevo gli altri e Cecilia affaticati il giusto per una giornata così calda ma io sentivo male ai muscoli delle gambe e non riuscivo più a proseguire. Solo a metà del percorso scopriamo il motivo. Le bici in Thailandia hanno il freno a mano ed è stato inserito per tutto il tempo! Mi sono sentito un vero cretino ma non posso fare a meno di continuare a ridere ripensando alla mia fatica mentre il gruppo proseguiva senza problemi. Ah, le lezioni imparate in viaggio!

Dopo una meritata pausa, ci rifugiamo sull’autobus con l’aria condizionata che ci fa apprezzare il fresco, anche se momentaneamente eccessivo.

Prima di salire ci concediamo un dolcetto locale acquistato per strada – zucchero filato rigido in barrette – un dolce buonissimo e mai provato prima che addolcisce il tragitto verso il nostro prossimo stop: il Tempio Wat Phra That.

Qui, l’architettura Lanna ci affascina, mentre il sole alto nel cielo ci fa sudare ogni passo. Questo é uno dei pochi tempi dove possiamo trovare il Buddha che cammina, ci spiegano che é una cosa al quanto rara da trovare. Di solito lo si può trovare seduto, stesso e raramente mentre cammina.

Le posizioni del Buddha riflettono diverse fasi e significati: il Buddha sdraiato rappresenta il raggiungimento del Nirvana (cioè uno stato perfetto di pace e tranquillità); il Buddha in piedi simboleggia l’attesa e la prontezza; e il Buddha che cammina esprime il continuo viaggio e la diffusione degli insegnamenti.

Inoltre, tutto si basa sulle quattro fasi dell’esistenza umana, rappresentate spesso nell’arte buddhista, sono nascita, invecchiamento, malattia e morte, simboleggiando la transitorietà della vita. Fu Buddha ad eliminare le classi sociali molto presenti nella religione induista esprimendo per la prima volta il concetto che sia ricchi che poveri attraversano queste 4 fasi e che quindi, alla fine, siamo tutti uguali.

Scopriamo così che i monaci si rasano testa e sopracciglia perché tanto alla morte non possiamo portare con noi neanche un capello, niente di tutto quello per cui abbiamo lavorato, niente ricchezze… neanche un capello!

Nel pomeriggio, visitiamo un mercato locale. Qui, le bancarelle espongono ogni genere di “delizia”: cavallette, lombrichi e altri insetti non proprio invitanti. Le foto parlano chiaro e riescono quasi a trasmettere l’odore pungente del luogo.

L’igiene è discutibile, e di certo non siamo tentati dall’assaggiare queste prelibatezze. L’esperienza è paragonabile a un episodio di “Cucine da incubo” diretto da una controfigura di Cannavacciuolo in versione thailandese!

Rientrati in hotel, ci rilassiamo con un tuffo in piscina e una birra locale fresca.

La cena è deliziosa e seguita da un vivace giro al mercato notturno. Qui scopriamo un aspetto fondamentale della cultura thailandese: cibo di strada ovunque, frutto della necessità e di una tradizione culinaria vibrante. Nonostante la mancanza di acqua pulita o elettricità in alcune zone un po’ più lontane dalle grandi città, il cibo è sempre presente, offerto a prezzi incredibili. Questo perché nelle grandi città la vita é molto frenetica ed il traffico incessante, quindi non hanno tempo di fermarsi a casa per cucinare o mangiare, mentre lontano dalle grandi città c’è più povertà e quindi le persone cercano di arrangiarsi vendendo quello che possono.

Concludiamo la giornata con la consapevolezza che la Thailandia è un mix affascinante di spiritualità, storia, e tradizioni culinarie che sfidano i nostri preconcetti.

Restate sintonizzati per il nostro prossimo capitolo di viaggio!

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