Tappa 5 – San Miniato

Questa mattina siamo partiti da Fucecchio per arrivare alla nostra 5 tappa dirigendoci verso San Miniato. Siamo partiti alle 7:30 del mattino, il tempo era piovoso e ci ha costretto ad indossare i ponchi per proteggere noi e gli zaini. Salutiamo la piazza e la statua di Alessandro Montanelli nato proprio qui a Fucecchio e proseguiamo il cammino.

Durante il percorso, abbiamo visto bei prati e campi di grano ma niente di veramente entusiasmante vista la pioggia. Le vere sorprese sono arrivate dopo. Entrando a San Miniato Basso, ci siamo trovati davanti ad un ristoro, il Piccolo Ristoro di Via Parini. È stata una vera boccata d’aria fresca, eravamo stanchi e l’acqua che avevamo con noi era ormai un po’ calda. Nel ristoro abbiamo trovato delle comode sedie per riposare, delle merendine, delle bibite e soprattutto dell’acqua fresca. Inoltre, abbiamo ricevuto preziose informazioni sulla città grazie alle guide cartacee e ai fogli informativi. È stato un momento emozionante e del tutto inaspettato, che ci ha dato un nuovo slancio per proseguire con ancora più entusiasmo. Trovare, all’improvviso, un ristoro gratuito per i viaggiatori ci ha sorpreso e colpito profondamente. È stato come un abbraccio inaspettato e totalmente disinteressato verso gli altri, che meraviglia! Quanto amore che si riceve attraverso dei piccoli gesti:

Piccolo Ristoro di Via Parini

Abbiamo ripreso il cammino, dirigendoci verso San Miniato Alto. Come ci ha ricordato una persona a noi molto cara, San Miniato è stato teatro di uno degli episodi più sanguinosi della seconda guerra mondiale in queste zone, la strage del Duomo di San Miniato, raccontato nel film dei fratelli Taviani “La notte di San Lorenzo”. Cinquantacinque abitanti del posto persero la vita dopo essere state radunate davanti al duomo. Inizialmente si pensava ad una granata lanciata dalle truppe tedesche in ritirata proprio da San Miniato ma successivamente si scoprì che fu un errore mortale del 337° battaglione statunitense.

Duomo

Per entrare a San Miniato Alto abbiamo dovuto affrontare un ulteriore dislivello di circa 150 metri e dopo tutti i chilometri fatti la fatica ha iniziato a farsi sentire. Proprio mentre stavamo percorrendo i sentieri in salita, la natura ci ha riservato un momento davvero speciale: abbiamo avvistato una cerbiatta con i suoi 3 cuccioli che scorrazzavano liberi a pochi metri da noi. Li abbiamo osservati saltellare fino ad un abbeveratoio appositamente costruito per loro per poi scomparire nei boschi su una collina. È stato un incontro piacevole che ci ha donato un po’ di energia per proseguire la salita.

Ultimo pezzo di salita

Arrivati in cima alla salita ci siamo trovati di fronte a mille scalini da salire per poter arrivare in centro storico. Io e Cecilia ci siamo guardati in modo tanto inorridito quanto disperato! Non ce la facevamo più e quegli scalini terribilmente ripidi ci avrebbero stroncato del tutto. Eravamo affascinati e sorpresi di dover salire degli scalini per entrare nel centro storico di un paesino, è alquanto strano, ma ci ha sorpreso ancora di più, in modo piacevolmente positivo, un’altra scoperta. Oltre a dei ripidi scalini, si poteva arrivare in centro attraverso un comodo ascensore pubblico!! Io e Cecilia abbiamo pensato che un vero viandante pellegrino non avrebbe mai potuto avere queste comodità a disposizione, e che sarebbe stato ingiusto usare l’ascensore. Quindi, ovviamente, abbiamo optato…….. per prenderlo lo stesso!

Cencione con ascensore

Arrivati nel centro storico, non potevamo ancora andare in ostello, così abbiamo deciso di mangiare qualcosa. Siamo a San Miniato, la terra dei tartufi! Qui, si mette il tartufo ovunque, nella pasta, sulla carne, nei dolci, come profumatore per auto, deodorante,… ok, cosi è un po’ esagerato! Ma è davvero buono, quindi, vuoi non assaggiare qualche piatto al tartufo?!

Tagliolini al tartufo
Ceci all’uccelletto
Pecorino con miele al tartufo
Straccetti di cavallo e tartufo
Affettati e bruschetta di paté ai fegatini

Sazi come un pallone aerostatico era arrivato il momento di raggiungere l’ostello. Ed è qui che abbiamo scoperto che si trovava a 300 metri dalla Via Francigena in ripida discesa.

La prima parte di discesa

Abbiamo dovuto ripercorrere i nostri passi faticosamente, stanchi, con i tanti chilometri e salite percorse poco prima e un po’ infastiditi da questo imprevisto perché pensavamo che l’ostello fosse in centro. La fatica è svanita nel momento in cui siamo arrivati in ostello.

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Marzia, una pellegrina brasiliana che ha alle spalle numerosi cammini e che ci ha accolto con calore e generosità. L’ostello era un bellissimo casale del 1200 immerso nella natura, un luogo così suggestivo, isolato ed immerso nel verde che anche i telefoni cellulari non avevano campo.

Marzia ci ha raccontato che è un’allenatrice e reclutatrice di talentuosi arcieri. La sua fondazione l’ha incaricata di cercare nuovi talenti tra le tribù indigene dell’Amazzonia, che sono naturalmente predisposte al tiro con l’arco, attività che svolge tra un cammino e l’altro. È stata una persona gentile, calorosa ed estroversa, e siamo stati felici di fare la sua conoscenza lungo il nostro percorso. L’abbiamo invitata a venirci a trovare in Trentino!

La magnifica Marzia

La sera, dopo esserci sistemati, abbiamo deciso di esplorare San Miniato, girovagando per le sue stradine e scoprendo angoli suggestivi. Abbiamo scattato numerose foto, catturando l’essenza di questa città ricca di storia e bellezza.

Proprio a San Miniato ci siamo incontrati con Luca. Mio collega che affronta anche lui alcune tappe della via Francigena, e visto che proprio a San Miniato vive anche un altro nostro collega, Leonardo, abbiamo deciso di andare a mangiare una Cecina e un pezzo di pizza tutti insieme. Tra un bicchiere di chianti e una birra locale abbiamo chiacchierato di tutto, di vita privata ma anche un po’ di lavoro e di crescita. Questi momenti sono importantissimi per conoscersi e fare gruppo oltre all’interesse professionale anche per condividere momenti di vita insieme.

Si era fatto tardi ed era arrivata l’ora di rientrare in ostello. Cosi, abbiamo salutato con un abbraccio Luca e Leonardo e ci siamo incamminati. La ripida discesa si è rivelata ancora più ardua affrontandola totalmente al buio! Era talmente immersa nella natura che non c’era neanche un lampione e abbiamo dovuto usare le torce per ritrovare il sentiero. Come spesso accade, la natura e la provvidenza sono grandi amiche. Ed infatti, più si proseguiva verso il sentiero e più il cammino veniva illuminato da mille lucciole che ci mostravano la via. Con questa atmosfera magica e quasi surreale siamo arrivati in ostello e ci siamo addormentati con il chiarore della luna che, riflesso sulle nuvole, ci dava la buona notte dalla finestra.

5 risposte a “Tappa 5 – San Miniato”

  1. Ricordeve 👀 puteloti che el mondo 🌍 l’è fat a scale …….. quindi ocio 👁️ a “rampegarve” 🤣😎🤣 divertive 😘 e Bon viazo 👌🥳

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    1. Si ma noi di fronte alle scale.. prendiamo l ascensore 🤣😂😅

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      1. Benon 👌 così se fa 👀 a ogni problema……..la giusta 🤫 soluzion 😎😜😎 tegnighe duro 👁️ ancor do pasoti 🤩😘

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  2. Esperienze benedette…tornerete con qualche kg in più ❤️

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    1. Stiamo cercando di fare i bravi con il cibo… ma la Toscana ci sta regalando un sacco di tentazioni 😋😋🤣

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